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Pulcinella

Pulcinella, maschera napoletana, rappresenta il popolo napoletano con tutti i suoi estremi e con la sua particolare relazione con la morte. Napoli è una città dove la morte e la vita sono sempre insieme. […] Questa è la relazione di Pulcinella alla vita e alla morte: una relazione stretta. Spesso si incontra nelle farse, Pulcinella che fa la corte alla morte o che fa ubriacare la morte. Riesce a vincere sempre lui. Pulcinella è estremo, è uno che ammazza, che uccide, che sgozza, però dopo aver ucciso e sgozzato è un grande sentimentale, quindi piange, piange disperato sulla vittima che ha ucciso, piange sulla miseria umana, piange su sé stesso. […] Ovviamente è proprio lo spirito di Napoli. Inoltre, Pulcinella somiglia alla “maschera” del Napoletano medio. Gli occhi socchiusi sono così perché osserva il mondo da dietro, a una certa distanza; il naso adunco perché accaparra; il naso schiacciato è la violenza; i segni sulla fronte sono la miseria.

Pierangelo Summa, a cura di Robin Summa, La maschera è libertà, Storia di un'insurrezione teatrale. Vol. 1: le origini della Commedia dell'Arte e qualche suo personaggio, Il Quaderno Edizioni.

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